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Alessandra Mussolini

L’UE deve superare la paura e le divisioni per preservare Schengen

Nel dibattito di martedì con la Presidenza olandese e la Commissione, molti deputati hanno sottolineato che l’UE deve superare le paure e le divisioni che la paralizzano, ma anche gestire efficacemente la migrazione e i flussi dei rifugiati. Proteggere concretamente le frontiere esterne dell’UE è essenziale per salvaguardare l’area di Schengen. Alcuni deputati hanno inoltre chiesto tolleranza zero per gli attacchi razzisti e violenti contro i migranti e rifugiati.

 

I deputati hanno evidenziato la necessità di rispettare il principio di non respingimento e discusso su come dovrebbe essere finanziata la struttura dei rifugiati in Turchia.

 Il ministro olandese per gli affari esteri, Bert Koenders, esprimendosi in nome della Presidenza del Consiglio, ha affermato che il flusso di migranti “deve essere ridotto”. A tal fine, le misure già concordate devono essere attuate, in particolare per quanto riguarda il ricollocamento e gli hotspot. Ha poi espresso particolare preoccupazione per la situazione umanitaria nei Balcani occidentali e per i rischi che corrono i minori non accompagnati che entrano in Europa.

Il commissario per l’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha riconosciuto che “pochi progressi” sono stati finora compiuti negli Stati membri “in prima linea”, come pure in tutti gli altri. L’elenco delle cose da fare è lungo: la delocalizzazione, il reinsediamento, gli hotspot, i rimpatri. Per quanto riguarda Schengen, “la Commissione si sta preparando per ogni evenienza (…), ma non si tratta della fine di Schengen o di tagliare fuori uno Stato membro.” Sugli attentati di Colonia, Avramopoulos ha negato che tutti i rifugiati e gli immigrati rappresentino una minaccia per il nostro ordine pubblico: “Non lo sono”.

Il leader del gruppo PPE, Manfred Weber (DE), ha dichiarato che “non si tratta di mancanza d’idee ma di uno stallo, al Consiglio come pure in quest’Aula, (…) una divisione che dobbiamo superare per salvaguardare Schengen.” Ha quindi evidenziato che l’UE deve dotarsi di efficaci controlli alle frontiere, per sostenere le sue autorità e per permettere a Frontex di accedere al sistema di informazioni di Schengen. Ha quindi concluso, ricordando che “ci aspettiamo che coloro che sono ospitati e protetti nei Paesi UE, rispettino le sue culture e leggi”.

Il leader dell’S&D, Gianni Pittella (IT), ha affermato che “c’è un virus che infetta l’Europa, il virus della paura”, che sta impedendo all’UE di prendere le decisioni giuste e minaccia di distruggerla. Pittella ha ammonito che i flussi di migranti in arrivo aumenteranno durante la primavera e sottolineato la particolare situazione di rischio dei bambini migranti.

“Non abbiamo mesi o anni per riscrivere il regolamento dell’UE, abbiamo solo un paio di settimane”, ha sostenuto Syed Kamall (ECR, UK). “Se gli Stati membri non sono in grado di gestire le proprie frontiere (…) allora non bisogna sorprendersi che altri vogliano lasciare la partita”, aggiungendo che “Schengen non ha bisogno di essere riscritto, ha bisogno di funzionare meglio”.

Il leader del gruppo ALDE, Guy Verhofstadt (BE) ha chiesto alla Presidenza UE di agire, in linea con l’articolo 78 del trattato (asilo e protezione internazionale), di assumere il controllo delle frontiere esterne dell’UE e di istituire una forza di risposta rapida. “L’Europa deve ottemperare a questo compito”, e ha aggiunto che la decisione di agire potrebbe essere presa durante il prossimo Consiglio europeo.

“La gestione della crisi dei rifugiati richiede più cooperazione, non scelte selettive di alcuni Stati membri che mettono in discussione le decisioni comuni” ha affermato Dimitrios Papadimoulis (EUL/NGL, GR). Ha ricordato che solo 400 rifugiati su 160.000 bloccati in Grecia e in Italia sono stati ricollocati fino ad ora. Rebecca Harms (Verdi/ALE) ha concordato sul fatto che sia necessaria una migliore gestione delle frontiere ma ha anche sottolineato che bisogna dare più sostegno ai rifugiati in Turchia, per assicurare qualcosa di più che la sola sopravvivenza.

“La gestione UE della migrazione è un completo fallimento (…) sta mostrando l’altra medaglia della solidarietà” ha detto Laura Ferrara (EFDD, IT). “Guardiamo agli effetti senza guardare alle cause” ha aggiunto, criticando anche i leader europei che scaricano le responsabilità alla Turchia. “Sveglia! Schengen è un fallimento e l’UE è un fiasco. Chiudiamo le frontiere e proteggiamo l’Olanda”, ha chiesto a Koenders Vicky Maeijer (ENF, NL).

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